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Testo aggiornato DL 22 dicembre 2008 n200

Avvertenza:


Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero

della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1 del testo unico delle

disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei

decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni

ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre

1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo

unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni

del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge

di conversione, che di quelle modificate o richiamate nel decreto,

trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia

degli atti legislativi qui riportati.

Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate

con caratteri corsivi.

Tali modifiche sul video sono tra i segni (( ... )).

A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400

(Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza

del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di

conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua

pubblicazione.



Art. 1.



Banca dati pubblica e gratuita della normativa vigente



1. Sulla base delle intese gia' acquisite tra la Presidenza del

Consiglio dei Ministri e le Presidenze della Camera dei deputati e

del Senato della Repubblica, il Ministro per la semplificazione

normativa promuove, assume e coordina le attivita' volte a realizzare

l'informatizzazione e la classificazione della normativa vigente per

facilitarne la ricerca e la consultazione gratuita da parte dei

cittadini, (( secondo le finalita' di cui all'articolo 107 della

legge 23 dicembre 2000, n. 388. Le Amministrazioni della Camera dei

deputati e del Senato della Repubblica, sulla base delle medesime

intese, collaborano per l'attuazione delle suddette iniziative. Il

Ministro per la semplificazione normativa assicura, )) altresi', la

convergenza presso il Dipartimento degli affari giuridici e

legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri di tutti i

progetti di informatizzazione e di classificazione della normativa

statale e regionale in corso di realizzazione da parte delle

amministrazioni pubbliche. (( Per quanto riguarda la normativa

regionale, la convergenza e' realizzata in cooperazione con la

Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle regioni e

delle province autonome. ))

2. Al fine di assicurare la piena convergenza delle attivita'

connesse all'attuazione del programma di cui al comma 1 e la massima

efficienza nell'utilizzo delle relative risorse, il Ministro per la

semplificazione normativa adotta, entro centottanta giorni dalla data

di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,

uno o piu' decreti finalizzati:

a) alla razionalizzazione, sentito il Ministro per la pubblica

amministrazione e l'innovazione, delle attivita' degli organismi e

degli enti statali operanti nell'ambito delle materie di cui al comma

1 e alla individuazione delle modalita' di utilizzo del personale

delle pubbliche amministrazioni statali gia' impegnato nel programma

di cui al comma 1;

b) al coordinamento con le attivita' in corso per l'attuazione

dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246;

c) alla determinazione di concerto con il Ministro della

giustizia, dei criteri per l'adozione delle procedure connesse alla

pubblicazione telematica degli atti normativi nella prospettiva del

superamento dell'edizione a stampa della Gazzetta Ufficiale, anche ai

sensi di quanto disposto dall'articolo 27, comma 2, del decreto-legge

25 giugno 2008 n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6

agosto 2008, n. 133.

3. Le attivita' del programma sono finanziate con le risorse del

fondo istituito ai sensi dell'articolo 107 della legge 23 dicembre

2000, n. 388, ed iscritte nel corrispondente capitolo di spesa del

bilancio di previsione della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

(( Non e' in alcun caso consentito il finanziamento, a carico di

bilanci pubblici, di progetti di classificazione e di accesso alla

normativa vigente non rientranti nell'ambito delle attivita'

coordinate ai sensi del presente decreto. ))

4. Il comma 584 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n.

244, e successive modificazioni, e' abrogato.





Riferimenti normativi:

- Si riporta il testo dell'art. 107 della legge 23

dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del

bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge

finanziaria 2001), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 29

dicembre 2000, n. 302, supplemento ordinario:

«Art. 107 (Informatizzazione della normativa vigente). -

1. E' istituito presso la Presidenza del Consiglio dei

Ministri un fondo destinato al finanziamento di iniziative

volte a promuovere l'informatizzazione e la classificazione

della normativa vigente al fine di facilitarne la ricerca e

la consultazione gratuita da parte dei cittadini, nonche'

di fornire strumenti per l'attivita' di riordino normativo.

A favore del fondo e' autorizzata la spesa di lire 25

miliardi per il quinquennio 2001-2005 nella misura di lire

5 miliardi per ciascuno degli anni dal 2001 al 2005. Il

programma, le forme organizzative e le modalita' di

funzionamento del fondo sono determinati con decreto del

Presidente del Consiglio dei Ministri, previa intesa con il

Presidente del Senato della Repubblica e con il Presidente

della Camera dei deputati. Ulteriori finanziamenti possono

essere attribuiti al fondo da soggetti pubblici e privati,

con le modalita' stabilite dallo stesso decreto.».



Art. 2.



Abrogazioni espresse



(( 1. A decorrere dal 16 dicembre 2009 sono o restano abrogate le

disposizioni elencate nell'Allegato 1, salva l'applicazione dei commi

14 e 15 dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246.

1-bis. Ai fini dell'adozione dei decreti legislativi di cui

all'articolo 14, comma 14, della legge 28 novembre 2005, n. 246, il

Ministro per la semplificazione normativa, sentito il Ministro

dell'economia e delle finanze, verifica la natura e le finalita' dei

soggetti che ricevono finanziamenti a carico del bilancio dello

Stato. Ai fini di tale verifica, il Ministro per la semplificazione

normativa puo' chiedere ai singoli soggetti indicazioni puntuali

circa l'utilizzo di tali fondi. All'esito di tali verifiche, il

Ministro per la semplificazione normativa, d'intesa con il Ministro

dell'economia e delle finanze, tiene conto di tali risultanze in sede

di adozione dei decreti legislativi di cui al primo periodo.

1-ter. Entro il 30 giugno 2009, il Ministro per la semplificazione

normativa trasmette alle Camere una relazione motivata concernente

l'impatto delle abrogazioni previste dal comma 1 sull'ordinamento

vigente, con riferimento ai diversi settori di competenza dei singoli

Ministeri. ))

2. Il Governo individua, con atto ricognitivo, le disposizioni di

rango regolamentare implicitamente abrogate in quanto connesse

esclusivamente alla vigenza degli atti legislativi inseriti

nell'Allegato 1. (( L'atto ricognitivo di cui al precedente periodo,

da adottare entro il 16 dicembre 2009, e' trasmesso alle Camere

corredato di una relazione volta ad illustrare i criteri adottati

nella ricognizione e i risultati della medesima con riferimento ai

diversi settori di competenza dei singoli Ministeri.

2-bis. Al comma 1-bis dell'articolo 24 del decreto-legge 25 giugno

2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto

2008, n.133, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «L'atto

ricognitivo di cui al presente comma, da adottare entro il 16

dicembre 2009, e' trasmesso alle Camere corredato di una relazione

volta ad illustrare i criteri adottati nella ricognizione e i

risultati della medesima con riferimento ai diversi settori di

competenza dei singoli Ministeri». ))





Riferimenti normativi:

- Si riporta il testo dell'art. 14 della legge 28

novembre 2005, n. 246 (Semplificazione e riassetto

normativo per l'anno 2005), pubblicata nella Gazzetta

Ufficiale 1° dicembre 2005, n. 280, supplemento ordinario:

«Art. 14 (Semplificazione della legislazione). - 1.

L'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR)

consiste nella valutazione preventiva degli effetti di

ipotesi di intervento normativo ricadenti sulle attivita'

dei cittadini e delle imprese e sull'organizzazione e sul

funzionamento delle pubbliche amministrazioni, mediante

comparazione di opzioni alternative.

2. L'AIR costituisce un supporto alle decisioni

dell'organo politico di vertice dell'amministrazione in

ordine all'opportunita' dell'intervento normativo.

3. L'elaborazione degli schemi di atti normativi del

Governo e' sottoposta all'AIR, salvo i casi di esclusione

previsti dai decreti di cui al comma 5 e i casi di

esenzione di cui al comma 8.

4. La verifica dell'impatto della regolamentazione (VIR)

consiste nella valutazione, anche periodica, del

raggiungimento delle finalita' e nella stima dei costi e

degli effetti prodotti da atti normativi sulle attivita'

dei cittadini e delle imprese e sull'organizzazione e sul

funzionamento delle pubbliche amministrazioni. La VIR e'

applicata dopo il primo biennio dalla data di entrata in

vigore della legge oggetto di valutazione. Successivamente

essa e' effettuata periodicamente a scadenze biennali.

5. Con decreti del Presidente del Consiglio dei

Ministri, adottati ai sensi dell'art. 17, comma 3, della

legge 23 agosto 1988, n. 400, sono definiti entro

centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della

presente legge:

a) i criteri generali e le procedure dell'AIR, compresa

la fase della consultazione;

b) le tipologie sostanziali, i casi e le modalita' di

esclusione dell'AIR;

c) i criteri generali e le procedure, nonche'

l'individuazione dei casi di effettuazione della VIR;

d) i criteri ed i contenuti generali della relazione al

Parlamento di cui al comma 10.

6. I metodi di analisi e i modelli di AIR, nonche' i

metodi relativi alla VIR, sono adottati con direttive del

Presidente del Consiglio dei Ministri e sono sottoposti a

revisione, con cadenza non superiore al triennio.

7. L'amministrazione competente a presentare

l'iniziativa normativa provvede all'AIR e comunica al

Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi (DAGL)

della Presidenza del Consiglio dei Ministri i risultati

dell'AIR.

8. Il DAGL assicura il coordinamento delle

amministrazioni in materia di AIR e di VIR. Il DAGL, su

motivata richiesta dell'amministrazione interessata, puo'

consentire l'eventuale esenzione dall'AIR.

9. Le amministrazioni, nell'ambito della propria

autonomia organizzativa e senza oneri aggiuntivi,

individuano l'ufficio responsabile del coordinamento delle

attivita' connesse all'effettuazione dell'AIR e della VIR

di rispettiva competenza. Nel caso non sia possibile

impiegare risorse interne o di altri soggetti pubblici, le

amministrazioni possono avvalersi di esperti o di societa'

di ricerca specializzate, nel rispetto della normativa

vigente e, comunque, nei limiti delle disponibilita'

finanziarie.

10. Entro il 31 marzo di ogni anno, le amministrazioni

comunicano al DAGL i dati e gli elementi informativi

necessari per la presentazione al Parlamento, entro il 30

aprile, della relazione annuale del Presidente del

Consiglio dei Ministri sullo stato di applicazione

dell'AIR.

11. E' abrogato l'art. 5, comma 1, della legge 8 marzo

1999, n. 50.

12. Al fine di procedere all'attivita' di riordino

normativo prevista dalla legislazione vigente, il Governo,

avvalendosi dei risultati dell'attivita' di cui all'art.

107 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, entro

ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della

presente legge, individua le disposizioni legislative

statali vigenti, evidenziando le incongruenze e le

antinomie normative relative ai diversi settori

legislativi, e trasmette al Parlamento una relazione

finale.

13. Le somme non utilizzate relative all'anno 2005 del

fondo destinato al finanziamento di iniziative volte a

promuovere l'informatizzazione e la classificazione della

normativa vigente, di cui all'art. 107 della legge 23

dicembre 2000, n. 388, possono essere versate all'entrata

del bilancio dello Stato, per essere successivamente

riassegnate alle pertinenti unita' previsionali di base

dello stato di previsione del Ministero della giustizia, al

fine di finanziare i progetti approvati dal Comitato guida,

costituito con decreto del Presidente del Consiglio dei

Ministri 24 gennaio 2003, pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale n. 35 del 12 febbraio 2003.

14. Entro ventiquattro mesi dalla scadenza del termine

di cui al comma 12, il Governo e' delegato ad adottare, con

le modalita' di cui all'art. 20 della legge 15 marzo 1997,

n. 59, e successive modificazioni, decreti legislativi che

individuano le disposizioni legislative statali, pubblicate

anteriormente al 1° gennaio 1970, anche se modificate con

provvedimenti successivi, delle quali si ritiene

indispensabile la permanenza in vigore, nel rispetto

dell'art. 1, comma 2, della legge 5 giugno 2003, n. 131, e

secondo i seguenti principi e criteri direttivi:

a) esclusione delle disposizioni oggetto di abrogazione

tacita o implicita;

b) esclusione delle disposizioni che abbiano esaurito o

siano prive di effettivo contenuto normativo o siano

comunque obsolete;

c) identificazione delle disposizioni la cui

abrogazione comporterebbe lesione dei diritti

costituzionali dei cittadini;

d) identificazione delle disposizioni indispensabili

per la regolamentazione di ciascun settore, anche

utilizzando a tal fine le procedure di analisi e verifica

dell'impatto della regolazione;

e) organizzazione delle disposizioni da mantenere in

vigore per settori omogenei o per materie, secondo il

contenuto precettivo di ciascuna di esse;

f) garanzia della coerenza giuridica, logica e

sistematica della normativa;

g) identificazione delle disposizioni la cui

abrogazione comporterebbe effetti anche indiretti sulla

finanza pubblica.

15. I decreti legislativi di cui al comma 14 provvedono

altresi' alla semplificazione o al riassetto della materia

che ne e' oggetto, nel rispetto dei principi e criteri

direttivi di cui all'art. 20 della legge 15 marzo 1997, n.

59, e successive modificazioni, anche al fine di

armonizzare le disposizioni mantenute in vigore con quelle

pubblicate successivamente alla data del 1° gennaio 1970.

16. Decorso il termine di cui al comma 14, tutte le

disposizioni legislative statali pubblicate anteriormente

al 1° gennaio 1970, anche se modificate con provvedimenti

successivi, sono abrogate.

17. Rimangono in vigore:

a) le disposizioni contenute nel codice civile, nel

codice penale, nel codice di procedura civile, nel codice

di procedura penale, nel codice della navigazione, comprese

le disposizioni preliminari e di attuazione, e in ogni

altro testo normativo che rechi nell'epigrafe l'indicazione

codice ovvero testo unico;

b) le disposizioni che disciplinano l'ordinamento degli

organi costituzionali e degli organi aventi rilevanza

costituzionale, nonche' le disposizioni relative

all'ordinamento delle magistrature e dell'avvocatura dello

Stato e al riparto della giurisdizione;

c) le disposizioni contenute nei decreti ricognitivi,

emanati ai sensi dell'art. 1, comma 4, della legge 5 giugno

2003, n. 131, aventi per oggetto i principi fondamentali

della legislazione dello Stato nelle materie previste

dall'art. 117, terzo comma, della Costituzione;

d) le disposizioni che costituiscono adempimento di

obblighi imposti dalla normativa comunitaria e le leggi di

autorizzazione a ratificare trattati internazionali;

e) le disposizioni tributarie e di bilancio e quelle

concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche

derivante dal gioco;

f) le disposizioni in materia previdenziale e

assistenziale;

g) le disposizioni indicate nei decreti legislativi di

cui al comma 14.

18. Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei

decreti legislativi di cui al comma 14, nel rispetto degli

stessi principi e criteri direttivi e previo parere della

Commissione di cui al comma 19, possono essere emanate, con

uno o piu' decreti legislativi, disposizioni integrative o

correttive.

19. E' istituita una Commissione parlamentare composta

da venti senatori e venti deputati, nominati

rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica

e dal Presidente della Camera dei deputati nel rispetto

della proporzione esistente tra i gruppi parlamentari, su

designazione dei gruppi medesimi. La Commissione elegge tra

i propri componenti un presidente, due vicepresidenti e due

segretari che insieme con il presidente formano l'Ufficio

di presidenza. La Commissione si riunisce per la sua prima

seduta entro venti giorni dalla nomina dei suoi componenti,

per l'elezione dell'Ufficio di presidenza.

20. Alle spese necessarie per il funzionamento della

Commissione si provvede, in parti uguali, a carico dei

bilanci interni di ciascuna delle due Camere.

21. La Commissione:

a) esprime il parere sugli schemi dei decreti

legislativi di cui al comma 14;

b) verifica periodicamente lo stato di attuazione del

procedimento per l'abrogazione generalizzata di norme di

cui al comma 16 e ne riferisce ogni sei mesi alle Camere;

c) esercita i compiti di cui all'art. 5, comma 4, della

legge 15 marzo 1997, n. 59.

22. Per l'acquisizione del parere, gli schemi dei

decreti legislativi di cui al comma 14 sono trasmessi alla

Commissione, che si pronuncia entro trenta giorni. Il

Governo, ove ritenga di non accogliere, in tutto o in

parte, le eventuali condizioni poste, ritrasmette il testo,

con le proprie osservazioni e con le eventuali

modificazioni, alla Commissione per il parere definitivo,

da rendere nel termine di trenta giorni. Qualora il termine

previsto per il parere della Commissione scada nei trenta

giorni che precedono la scadenza del termine previsto dal

comma 14, quest'ultimo e' prorogato di novanta giorni.

23. La Commissione puo' chiedere una sola volta ai

Presidenti delle Camere una proroga di venti giorni per

l'adozione del parere, qualora cio' si renda necessario per

la complessita' della materia o per il numero di schemi

trasmessi nello stesso periodo all'esame della Commissione.

Trascorso il termine, eventualmente prorogato, il parere si

intende espresso favorevolmente. Nel computo dei termini

non viene considerato il periodo di sospensione estiva dei

lavori parlamentari.

24. La Commissione esercita i compiti di cui al comma

21, lettera c), a decorrere dall'inizio della legislatura

successiva alla data di entrata in vigore della presente

legge. Dallo stesso termine cessano gli effetti dell'art.

5, commi 1, 2 e 3, della legge 15 marzo 1997, n. 59.».

- Si riporta il testo del comma 2 dell'art. 27 del

decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti

per lo sviluppo economico, la semplificazione, la

competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e

la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni,

dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale 25 giugno 2008, n. 147, supplemento

ordinario:

«2. Al fine di ridurre i costi di produzione e

distribuzione, a decorrere dal 1° gennaio 2009, la

diffusione della Gazzetta Ufficiale a tutti i soggetti in

possesso di un abbonamento a carico di amministrazioni o

enti pubblici o locali e' sostituita dall'abbonamento

telematico. Il costo degli abbonamenti e' conseguentemente

rideterminato entro sessanta giorni dalla data di entrata

in vigore della legge di conversione del presente

decreto.».

- Si riporta il testo dei commi 14 e 15 dell'art. 14

della gia' citata legge 28 novembre 2005, n. 246:

«14. Entro ventiquattro mesi dalla scadenza del termine

di cui al comma 12, il Governo e' delegato ad adottare, con

le modalita' di cui all'art. 20 della legge 15 marzo 1997,

n. 59, e successive modificazioni, decreti legislativi che

individuano le disposizioni legislative statali, pubblicate

anteriormente al 1° gennaio 1970, anche se modificate con

provvedimenti successivi, delle quali si ritiene

indispensabile la permanenza in vigore, nel rispetto

dell'art. 1, comma 2, della legge 5 giugno 2003, n. 131, e

secondo i seguenti principi e criteri direttivi:

a) esclusione delle disposizioni oggetto di abrogazione

tacita o implicita;

b) esclusione delle disposizioni che abbiano esaurito o

siano prive di effettivo contenuto normativo o siano

comunque obsolete;

c) identificazione delle disposizioni la cui

abrogazione comporterebbe lesione dei diritti

costituzionali dei cittadini;

d) identificazione delle disposizioni indispensabili

per la regolamentazione di ciascun settore, anche

utilizzando a tal fine le procedure di analisi e verifica

dell'impatto della regolazione;

e) organizzazione delle disposizioni da mantenere in

vigore per settori omogenei o per materie, secondo il

contenuto precettivo di ciascuna di esse;

f) garanzia della coerenza giuridica, logica e

sistematica della normativa;

g) identificazione delle disposizioni la cui

abrogazione comporterebbe effetti anche indiretti sulla

finanza pubblica.».

«15. I decreti legislativi di cui al comma 14 provvedono

altresi' alla semplificazione o al riassetto della materia

che ne e' oggetto, nel rispetto dei principi e criteri

direttivi di cui all'art. 20 della legge 15 marzo 1997, n.

59, e successive modificazioni, anche al fine di

armonizzare le disposizioni mantenute in vigore con quelle

pubblicate successivamente alla data del 1° gennaio 1970.».

- Si riporta il testo del comma 1-bis dell'art. 24 del

gia' citato decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,

convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,

n. 133, come modificato dalla presente legge:

«1-bis. Il Governo individua, con atto ricognitivo, le

disposizioni di rango regolamentare implicitamente abrogate

in quanto connesse esclusivamente alla vigenza degli atti

legislativi inseriti nell'Allegato A. L'atto ricognitivo di

cui al presente comma, da adottare entro il 16 dicembre

2009, e' trasmesso alle Camere corredato di una relazione

volta ad illustrare i criteri adottati nella ricognizione e

i risultati della medesima con riferimento ai diversi

settori di competenza dei singoli Ministeri.».



Art. 3.



Modifiche all'Allegato A (( annesso al )) decreto-legge 25 giugno

2008,

n. 112, (( convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,

n. 133 ))



1. Sono soppresse dall'Allegato A (( annesso )) al decreto-legge 25

giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6

agosto 2008, n. 133, le disposizioni elencate nell'Allegato 2.

(( 1-bis. Con decorrenza dalla data di entrata in vigore del

presente decreto, all'Allegato A annesso al decreto-legge 25 giugno

2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto

2008, n. 133, sono altresi' soppresse:

a) la voce n. 224, relativa al regio decreto 30 aprile 1924, n.

965;

b) la voce n. 328, relativa al regio decreto 5 febbraio 1928, n.

577;

c) la voce n. 423, relativa alla legge 15 dicembre 1930, n. 1798;

d) la voce n. 431, relativa alla legge 16 febbraio 1931, n. 188;

e) la voce n. 526, relativa alla legge 4 aprile 1935, n. 911;

f) la voce n. 835, relativa alla legge 9 febbraio 1942, n. 96;

g) la voce n. 974, relativa al decreto legislativo 5 maggio 1948,

n. 1242;

h) la voce n. 1076, relativa alla legge 23 maggio 1950, n. 253;

i) la voce n. 1123, relativa alla legge 14 febbraio 1951, n. 144;

l) la voce n. 1179, relativa alla legge 11 gennaio 1952, n. 33;

m) la voce n. 1406, relativa al decreto del Presidente della

Repubblica 22 dicembre 1954, n. 1510;

n) la voce n. 1832, relativa alla legge 28 luglio 1961, n. 830;

o) la voce n. 2021, relativa al decreto del Presidente della

Repubblica 23 maggio 1964, n. 655;

p) la voce n. 2878, relativa alla legge 29 aprile 1976, n. 178;

q) la voce n. 2904, relativa alla legge 18 dicembre 1976, n. 859.

))



Art. 4.



Entrata in vigore



1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua

pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e

sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.



Allegato



da pag. 20 a pag. 983.



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