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Ministero per la Pubblica Amministrazione



Anche le pubblicazioni di matrimonio devono quindi comparire
esclusivamente su Internet. In caso di inosservanza, ai sensi dell'art.
99 del Codice civile la cerimonia non potrà essere celebrata. E qualora
questa avvenga lo stesso, il matrimonio non sarà nullo né annullabile ma
a carico degli sposi e dell'ufficiale di stato civile potrà essere
comminata una sanzione amministrativa che va da 41 a 206 euro.



Per quanto riguarda i bandi di gara ("procedure a evidenza pubblica") e i
bilanci, lo switch-off completo al digitale è invece stabilito al 1
gennaio 2013. Nel frattempo la pubblicazione online di questi atti
accompagnerà quella cartacea secondo modalità operative che verranno
definite nei prossimi giorni con un Decreto del Presidente del
Consiglio, su proposta del ministro Brunetta e di concerto con il
ministro Matteoli (nelle materie di propria competenza). A partire dal 1
gennaio 2013 gli obblighi di pubblicità legale saranno pertanto assolti
esclusivamente mediante la pubblicazione online sul sito istituzionale
mentre la tradizionale pubblicità sui quotidiani sarà solo facoltativa e
nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio.



 Nei giorni scorsi il Ministero per la Pubblica Amministrazione e
l'Innovazione ha effettuato, in collaborazione con il CNR, un'indagine
approfondita sullo stato di applicazione della legge nei siti Internet
delle pubbliche amministrazioni. Da questa è risultato che finora solo
5.133 Comuni (pari al 66,80% del totale) hanno predisposto una sezione
online dell'Albo pretorio, così suddivisi su base regionale: 51 Comuni
in Basilicata (40,5%), 50 in Molise (41,0%), 123 in Abruzzo (47,3%), 174
nel Lazio (52,7%), 119 in Friuli Venezia Giulia (56,4%), 167 in
Trentino Alto Adige (56,6%), 140 nelle Marche (58,6%), 338 nel Veneto
(59,1%), 152 in Puglia (60,8%), 239 in Sicilia (61,9%), 243 in Sardegna
(64,5%), 47 in Valle d'Aosta (65,3%), 136 in Liguria (65,7%), 1.030 in
Lombardia (68,8%), 243 in Emilia-Romagna (70,0%), 382 in Campania
(71,4%), 291 in Calabria (74,6%), 68 in Umbria (78,2%), 882 in Piemonte
(80,6%) e 258 (90,2%) in Toscana.



Nel caso particolare delle città metropolitane, è emerso invece che
tutte sono in regola con la legge: non solo hanno collocato
nell'homepage del proprio sito (seppure con evidenza diversa) la sezione
dedicata all'albo pretorio ma molte vi hanno già inserito anche i bandi
di gara. Sia pure in presenza di un quadro così positivo, va però
notato come non tutte le città abbiano utilizzato questa occasione come
front-office di una corretta e integrata gestione documentale: in alcuni
casi si tratta infatti di mera rappresentazione digitale dei documenti
prima esposti in forma cartacea. Al contrario, alcune città (ad esempio
Milano) hanno utilizzato l'obbligo dell'Albo pretorio online per
rivedere tutto il processo documentale.



Leggi la comunicazione del Ministero in formato pdf.



 

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