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Legge 28 novembre 2005 n° 246 - Parcheggi pertinenziali

Legge 28 novembre 2005, n. 256
Semplificazione e riassetto normativo per l'anno 2005
(G.U. 1 dicembre 2005, n. 280)


Titolo I - PRINCIPI GENERALI
Art. 1. Modifiche all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59
1. All'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 3, dopo la lettera a), è inserita la seguente: "a-bis)
coordinamento formale e sostanziale del testo delle disposizioni
vigenti, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza
giuridica, logica e sistematica della normativa e per adeguare,
aggiornare e semplificare il linguaggio normativo";
b) dopo il
comma 3, è inserito il seguente: "3-bis. Il Governo, nelle materie di
competenza esclusiva dello Stato, completa il processo di codificazione
di ciascuna materia emanando, anche contestualmente al decreto
legislativo di riassetto, una raccolta organica delle norme
regolamentari regolanti la medesima materia, se del caso adeguandole
alla nuova disciplina di livello primario e semplificandole secondo i
criteri di cui ai successivi commi";
c) al comma 4, la lettera f)
è sostituita dalle seguenti: "f) aggiornamento delle procedure,
prevedendo la più estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, anche nei rapporti con i
destinatari dell'azione amministrativa; f-bis) generale possibilità di
utilizzare, da parte delle amministrazioni e dei soggetti a queste
equiparati, strumenti di diritto privato, salvo che nelle materie o
nelle fattispecie nelle quali l'interesse pubblico non può essere
perseguito senza l'esercizio di poteri autoritativi; f-ter)
conformazione ai principi di sussidiarietà, differenziazione e
adeguatezza, nella ripartizione delle attribuzioni e competenze tra i
diversi soggetti istituzionali, nella istituzione di sedi stabili di
concertazione e nei rapporti tra i soggetti istituzionali ed i soggetti
interessati, secondo i criteri dell'autonomia, della leale
collaborazione, della responsabilità e della tutela dell'affidamento;
f-quater) riconduzione delle intese, degli accordi e degli atti
equiparabili comunque denominati, nonché delle conferenze di servizi,
previste dalle normative vigenti, aventi il carattere della
ripetitività, ad uno o più schemi base o modelli di riferimento nei
quali, ai sensi degli articoli da 14 a 14-quater della legge 7 agosto
1990, n. 241, e successive modificazioni, siano stabilite le
responsabilità, le modalità di attuazione e le conseguenze degli
eventuali inadempimenti; f-quinquies) avvalimento di uffici e strutture
tecniche e amministrative pubbliche da parte di altre pubbliche
amministrazioni, sulla base di accordi conclusi ai sensi dell'articolo
15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni";

d) dopo il comma 8, è inserito il seguente: "8-bis. Il Governo verifica
la coerenza degli obiettivi di semplificazione e di qualità della
regolazione con la definizione della posizione italiana da sostenere in
sede di Unione europea nella fase di predisposizione della normativa
comunitaria, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 303. Assicura la partecipazione italiana ai programmi di
semplificazione e di miglioramento della qualità della regolazione
interna e a livello europeo".


Art. 2. Ulteriore modifica alla legge 15 marzo 1997, n. 59
1. Dopo l'articolo 20-bis della legge 15 marzo 1997, n. 59, è inserito il seguente:

"Art. 20-ter. - 1. Il Governo, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, in attuazione del principio di leale
collaborazione, concludono, in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano o di Conferenza unificata, anche sulla base delle migliori
pratiche e delle iniziative sperimentali statali, regionali e locali,
accordi ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, o intese ai sensi dell'articolo 8 della legge 5 giugno
2003, n. 131, per il perseguimento delle comuni finalità di
miglioramento della qualità normativa nell'ambito dei rispettivi
ordinamenti, al fine, tra l'altro, di:
a) favorire il
coordinamento dell'esercizio delle rispettive competenze normative e
svolgere attività di interesse comune in tema di semplificazione,
riassetto normativo e qualità della regolazione;
b) definire
principi, criteri, metodi e strumenti omogenei per il perseguimento
della qualità della regolazione statale e regionale, in armonia con i
principi generali stabiliti dalla presente legge e dalle leggi annuali
di semplificazione e riassetto normativo, con specifico riguardo ai
processi di semplificazione, di riassetto e codificazione, di analisi e
verifica dell'impatto della regolazione e di consultazione;
c)
concordare, in particolare, forme e modalità omogenee di analisi e
verifica dell'impatto della regolazione e di consultazione con le
organizzazioni imprenditoriali per l'emanazione dei provvedimenti
normativi statali e regionali;
d) valutare, con l'ausilio
istruttorio anche dei gruppi di lavoro già esistenti tra regioni, la
configurabilità di modelli procedimentali omogenei sul territorio
nazionale per determinate attività private e valorizzare le attività
dirette all'armonizzazione delle normative regionali".


Art. 3. Riassetto normativo in materia di benefici a favore delle
vittime del dovere, del servizio, del terrorismo, della criminalità
organizzata e di ordigni bellici in tempo di pace

1. Il Governo
è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore
della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto
delle disposizioni vigenti in materia di benefici a favore delle
vittime del dovere, del servizio, del terrorismo, della criminalità
organizzata e di ordigni bellici in tempo di pace, secondo i principi,
i criteri direttivi e le procedure di cui all'articolo 20 della legge
15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, nonché nel rispetto
dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) riassetto,
coordinamento e razionalizzazione di tutte le disposizioni legislative
in materia, prevedendo anche la delegificazione e la semplificazione
dei procedimenti amministrativi e del linguaggio normativo;
b)
definizione, per ciascuna tipologia di vittime, in relazione anche alla
diversa matrice degli eventi lesivi, dei benefici applicabili;
c)
regolamentazione omogenea dei procedimenti del medesimo tipo che si
svolgono presso diverse amministrazioni o presso diversi uffici della
medesima amministrazione, anche prevedendo, ove possibile,
l'accorpamento degli uffici competenti;
d) riduzione e semplificazione degli adempimenti a carico degli interessati richiesti ai fini del riconoscimento dei benefici.


Art. 4. Riassetto normativo in materia di gestione amministrativa e contabile degli uffici all'estero del Ministero degli affari esteri
(omesso)


Art. 5. Delega al Governo per la semplificazione degli
adempimenti amministrativi delle imprese e il rafforzamento dello
sportello unico per le attività produttive

1. Il Governo è
delegato ad adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il
riassetto delle disposizioni di competenza legislativa esclusiva
statale, di cui all'articolo 117, secondo comma, della Costituzione,
vigenti in materia di adempimenti amministrativi delle imprese, a
esclusione di quelli fiscali, previdenziali, ambientali e di quelli
gravanti sulle stesse in qualità di datori di lavoro, secondo i
principi, i criteri direttivi e le procedure di cui all'articolo 20
della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, nonché
nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) previa
consultazione delle organizzazioni di rappresentanza delle categorie
economiche, produttive e professionali interessate:
1)
semplificazione, razionalizzazione e snellimento degli adempimenti
relativi alle fasi di svolgimento, trasformazione, trasferimento e
cessazione dell'attività d'impresa, ivi incluse le attività di
certificazione, e agli aspetti inerenti l'iscrizione al registro delle
imprese, anche prevedendo il coordinamento con le attività degli
sportelli unici;
2) previsione di forme di autoregolazione, ove
non vi contrastino interessi pubblici primari, al fine di favorire la
concorrenza tra i soggetti economici e l'accrescimento delle capacità
produttive del sistema nazionale;
3) delegificazione della
disciplina dei procedimenti amministrativi connessi allo svolgimento
dell'attività d'impresa, secondo i criteri di cui all'articolo 20 della
legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni;
4) sostituzione, ove possibile, delle norme prescrittive con sistemi di incentivi e disincentivi;

b) riduzione degli atti sottoposti ad obbligo di conservazione da parte
delle imprese e riduzione dei tempi di conservazione degli stessi ai
fini degli accertamenti amministrativi.
2. Il Governo e le
regioni, in attuazione del principio di leale collaborazione,
promuovono intese o concludono accordi, ai sensi dell'articolo 8, comma
6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, e dell'articolo 4, comma 1, del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, in sede di Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano o di Conferenza unificata di cui
all'articolo 8 del medesimo decreto legislativo n. 281 del 1997, al
fine di:
a) favorire il coordinamento dell'esercizio delle
competenze normative in materia di adempimenti amministrativi delle
imprese e di procedimenti di autorizzazione, di licenza o di assenso,
comunque denominati, per l'esercizio dell'attività di impresa;
b)
favorire l'armonizzazione della regolamentazione relativa alla
semplificazione degli adempimenti connessi all'esercizio dell'attività
d'impresa;
c) favorire il conseguimento di livelli minimi di
semplificazione degli adempimenti connessi allo svolgimento
dell'attività d'impresa su tutto il territorio nazionale, previa
individuazione delle migliori pratiche e verifica dei risultati delle
iniziative sperimentali adottate dalle regioni e dagli enti locali;

d) individuare particolari forme di semplificazione, omogenee su tutto
il territorio nazionale, degli adempimenti connessi allo svolgimento
dell'attività delle piccole e medie imprese e delle imprese artigiane;

e) adottare le misure idonee a garantire la completezza e
l'aggiornamento costante delle informazioni contenute nel Registro
informatico degli adempimenti amministrativi per le imprese, di cui
all'articolo 16 della legge 29 luglio 2003, n. 229, nonché a
coordinarne i contenuti con i processi di semplificazione e riassetto
della regolazione statale, regionale e locale;
f) assicurare la
rimozione degli ostacoli, ove esistenti, alla piena operatività degli
sportelli unici di cui agli articoli 23 e 24 del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112, nonché l'estensione e lo sviluppo dell'operatività
degli stessi, favorendo:
1) l'adozione di modelli organizzativi
differenziati in relazione alla dimensione territoriale e demografica
di interesse, nel rispetto dell'autonomia dei soggetti coinvolti, al
fine di garantire adeguati livelli di funzionalità, nonché il
coordinamento e la cooperazione tra i diversi livelli di governo;

2) l'affidamento di ulteriori ambiti procedimentali alla gestione degli
sportelli unici, sia a fini di semplificazione degli adempimenti
amministrativi relativi alle fasi di avvio, svolgimento,
trasformazione, trasferimento e cessazione dell'attività d'impresa, sia
a fini di promozione territoriale;
3) l'implementazione di modelli innovativi per la formazione del personale addetto agli sportelli unici;

4) l'adozione di efficaci strumenti di informatizzazione dei processi e
di diffusione della conoscenza del contesto territoriale.
3. Gli
accordi di cui al comma 2 possono prevedere, senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica, meccanismi di premialità regionale,
cofinanziabili, limitatamente alle aree sottoutilizzate, con il Fondo
di cui all'articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
4. Le
regioni adeguano, sulla base delle intese e degli accordi di cui al
comma 2, la propria legislazione concernente la disciplina degli
adempimenti amministrativi delle imprese alle finalità e agli obiettivi
stabiliti dai commi da 1 a 3 e in coerenza con i decreti legislativi di
cui al comma 1.
5. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al
presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica.


Art. 6. Riassetto normativo in materia di pari opportunità

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di
entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi
per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di pari
opportunità, secondo i principi, i criteri direttivi e le procedure di
cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive
modificazioni, nonché nel rispetto dei seguenti principi e criteri
direttivi:
a) individuazione di strumenti di prevenzione e
rimozione di ogni forma di discriminazione, in particolare per cause
direttamente o indirettamente fondate sul sesso, la razza o l'origine
etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età e
l'orientamento sessuale, anche al fine di realizzare uno strumento
coordinato per il raggiungimento degli obiettivi di pari opportunità
previsti in sede di Unione europea e nel rispetto dell'articolo 117
della Costituzione;
b) adeguamento e semplificazione del linguaggio normativo anche attraverso la rimozione di sovrapposizioni e duplicazioni.


Art. 7. Riassetto normativo in materia di ordinamento del notariato e degli archivi notarili
(omesso)


Art. 8. Disposizioni in materia di trasporti

1. All'articolo 119 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il
comma 5 è sostituito dal seguente: "5. Avverso il giudizio delle
commissioni di cui al comma 4 è ammesso ricorso entro trenta giorni al
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Questi decide
avvalendosi di accertamenti demandati agli organi sanitari periferici
della Società rete ferroviaria italiana Spa".


Art. 9. Disposizioni in materia di ordinamento dell'amministrazione degli affari esteri
(omesso)


Art. 10. Disposizioni in materie di competenza del Ministero dell'interno
(omesso)


Art. 11. Semplificazione di procedimenti in materie di competenza del Ministero dell'interno
(omesso)


Art. 12. Disposizioni in materia di atti notarili
commi da 1 a 8 (omessi)


9. All'articolo 41-sexies della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e
successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente comma: "Gli
spazi per parcheggi realizzati in forza del primo comma non sono
gravati da vincoli pertinenziali di sorta né da diritti d'uso a favore
dei proprietari di altre unità immobiliari e sono trasferibili
autonomamente da esse".


Art. 13. Modifiche al decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80

1. All'articolo 3 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito,
con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) nel comma 4, le parole: "beni mobili
registrati" sono sostituite dalle seguenti: "veicoli registrati nel
pubblico registro automobilistico (PRA)" e dopo le parole: "effettuata
gratuitamente" sono inserite le seguenti: "in forma amministrativa";
b) nel comma 5, le parole: "di natura non regolamentare" sono soppresse.


Art. 14. Semplificazione della legislazione

1. L'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR) consiste nella
valutazione preventiva degli effetti di ipotesi di intervento normativo
ricadenti sulle attività dei cittadini e delle imprese e
sull'organizzazione e sul funzionamento delle pubbliche
amministrazioni, mediante comparazione di opzioni alternative.
2.
L'AIR costituisce un supporto alle decisioni dell'organo politico di
vertice dell'amministrazione in ordine all'opportunità dell'intervento
normativo.
3. L'elaborazione degli schemi di atti normativi del
Governo è sottoposta all'AIR, salvo i casi di esclusione previsti dai
decreti di cui al comma 5 e i casi di esenzione di cui al comma 8.

4. La verifica dell'impatto della regolamentazione (VIR) consiste nella
valutazione, anche periodica, del raggiungimento delle finalità e nella
stima dei costi e degli effetti prodotti da atti normativi sulle
attività dei cittadini e delle imprese e sull'organizzazione e sul
funzionamento delle pubbliche amministrazioni. La VIR è applicata dopo
il primo biennio dalla data di entrata in vigore della legge oggetto di
valutazione. Successivamente essa è effettuata periodicamente a
scadenze biennali.
5. Con decreti del Presidente del Consiglio
dei ministri, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge
23 agosto 1988, n. 400, sono definiti entro centottanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge:
a) i criteri generali e le procedure dell'AIR, compresa la fase della consultazione;
b) le tipologie sostanziali, i casi e le modalità di esclusione dell'AIR;
c) i criteri generali e le procedure, nonché l'individuazione dei casi di effettuazione della VIR;
d) i criteri ed i contenuti generali della relazione al Parlamento di cui al comma 10.

6. I metodi di analisi e i modelli di AIR, nonché i metodi relativi
alla VIR, sono adottati con direttive del Presidente del Consiglio dei
ministri e sono sottoposti a revisione, con cadenza non superiore al
triennio.
7. L'amministrazione competente a presentare
l'iniziativa normativa provvede all'AIR e comunica al Dipartimento per
gli affari giuridici e legislativi (DAGL) della Presidenza del
Consiglio dei ministri i risultati dell'AIR.
8. Il DAGL assicura
il coordinamento delle amministrazioni in materia di AIR e di VIR. Il
DAGL, su motivata richiesta dell'amministrazione interessata, può
consentire l'eventuale esenzione dall'AIR.
9. Le amministrazioni,
nell'ambito della propria autonomia organizzativa e senza oneri
aggiuntivi, individuano l'ufficio responsabile del coordinamento delle
attività connesse all'effettuazione dell'AIR e della VIR di rispettiva
competenza. Nel caso non sia possibile impiegare risorse interne o di
altri soggetti pubblici, le amministrazioni possono avvalersi di
esperti o di società di ricerca specializzate, nel rispetto della
normativa vigente e, comunque, nei limiti delle disponibilità
finanziarie.
10. Entro il 31 marzo di ogni anno, le
amministrazioni comunicano al DAGL i dati e gli elementi informativi
necessari per la presentazione al Parlamento, entro il 30 aprile, della
relazione annuale del Presidente del Consiglio dei ministri sullo stato
di applicazione dell'AIR.
11. E' abrogato l'articolo 5, comma 1, della legge 8 marzo 1999, n. 50.

12. Al fine di procedere all'attivitàdi riordino normativo prevista
dalla legislazione vigente, il Governo, avvalendosi dei risultati
dell'attività' di cui all'articolo 107 della legge 23 dicembre 2000, n.
388, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, individua le disposizioni legislative statali vigenti,
evidenziando le incongruenze e le antinomie normative relative ai
diversi settori legislativi, e trasmette al Parlamento una relazione
finale.
13. Le somme non utilizzate relative all'anno 2005 del
fondo destinato al finanziamento di iniziative volte a promuovere
l'informatizzazione e la classificazione della normativa vigente, di
cui all'articolo 107 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, possono
essere versate all'entrata del bilancio dello Stato, per essere
successivamente riassegnate alle pertinenti unità previsionali di base
dello stato di previsione del Ministero della giustizia, al fine di
finanziare i progetti approvati dal Comitato guida, costituito con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 gennaio 2003,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 35 del 12 febbraio 2003.

14. Entro ventiquattro mesi dalla scadenza del termine di cui al comma
12, il Governo è delegato ad adottare, con le modalità di cui
all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive
modificazioni, decreti legislativi che individuano le disposizioni
legislative statali, pubblicate anteriormente al 1° gennaio 1970, anche
se modificate con provvedimenti successivi, delle quali si ritiene
indispensabile la permanenza in vigore, nel rispetto dell'articolo 1,
comma 2, della legge 5 giugno 2003, n. 131, e secondo i seguenti
principi e criteri direttivi:
a) esclusione delle disposizioni oggetto di abrogazione tacita o implicita;

b) esclusione delle disposizioni che abbiano esaurito o siano prive di
effettivo contenuto normativo o siano comunque obsolete;
c) identificazione delle disposizioni la cui abrogazione comporterebbe lesione dei diritti costituzionali dei cittadini;

d) identificazione delle disposizioni indispensabili per la
regolamentazione di ciascun settore, anche utilizzando a tal fine le
procedure di analisi e verifica dell'impatto della regolazione;

e) organizzazione delle disposizioni da mantenere in vigore per settori
omogenei o per materie, secondo il contenuto precettivo di ciascuna di
esse;
f) garanzia della coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa;
g) identificazione delle disposizioni la cui abrogazione comporterebbe effetti anche indiretti sulla finanza pubblica.

15. I decreti legislativi di cui al comma 14 provvedono altresì alla
semplificazione o al riassetto della materia che ne è oggetto, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi di cui all'articolo 20 della
legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, anche al fine
di armonizzare le disposizioni mantenute in vigore con quelle
pubblicate successivamente alla data del 1° gennaio 1970.
16.
Decorso il termine di cui al comma 14, tutte le disposizioni
legislative statali pubblicate anteriormente al 1° gennaio 1970, anche
se modificate con provvedimenti successivi, sono abrogate.
17. Rimangono in vigore:

a) le disposizioni contenute nel codice civile, nel codice penale, nel
codice di procedura civile, nel codice di procedura penale, nel codice
della navigazione, comprese le disposizioni preliminari e di
attuazione, e in ogni altro testo normativo che rechi nell'epigrafe
l'indicazione codice ovvero testo unico;
b) le disposizioni che
disciplinano l'ordinamento degli organi costituzionali e degli organi
aventi rilevanza costituzionale, nonché le disposizioni relative
all'ordinamento delle magistrature e dell'avvocatura dello Stato e al
riparto della giurisdizione;
c) le disposizioni contenute nei
decreti ricognitivi, emanati ai sensi dell'articolo 1, comma 4, della
legge 5 giugno 2003, n. 131, aventi per oggetto i principi fondamentali
della legislazione dello Stato nelle materie previste dall'articolo
117, terzo comma, della Costituzione;
d) le disposizioni che
costituiscono adempimento di obblighi imposti dalla normativa
comunitaria e le leggi di autorizzazione a ratificare trattati
internazionali;
e) le disposizioni tributarie e di bilancio e
quelle concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante
dal gioco;
f) le disposizioni in materia previdenziale e assistenziale;
g) le disposizioni indicate nei decreti legislativi di cui al comma 14.

18. Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei decreti
legislativi di cui al comma 14, nel rispetto degli stessi principi e
criteri direttivi e previo parere della Commissione di cui al comma 19,
possono essere emanate, con uno o più decreti legislativi, disposizioni
integrative o correttive.
19. E' istituita una Commissione
parlamentare composta da venti senatori e venti deputati, nominati
rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal
Presidente della Camera dei deputati nel rispetto della proporzione
esistente tra i gruppi parlamentari, su designazione dei gruppi
medesimi. La Commissione elegge tra i propri componenti un presidente,
due vicepresidenti e due segretari che insieme con il presidente
formano l'Ufficio di presidenza. La Commissione si riunisce per la sua
prima seduta entro venti giorni dalla nomina dei suoi componenti, per
l'elezione dell'Ufficio di presidenza.
20. Alle spese necessarie
per il funzionamento della Commissione si provvede, in parti uguali, a
carico dei bilanci interni di ciascuna delle due Camere.
21. La Commissione:
a) esprime il parere sugli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 14;

b) verifica periodicamente lo stato di attuazione del procedimento per
l'abrogazione generalizzata di norme di cui al comma 16 e ne riferisce
ogni sei mesi alle Camere;
c) esercita i compiti di cui all'articolo 5, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59.

22. Per l'acquisizione del parere, gli schemi dei decreti legislativi
di cui al comma 14 sono trasmessi alla Commissione, che si pronuncia
entro trenta giorni. Il Governo, ove ritenga di non accogliere, in
tutto o in parte, le eventuali condizioni poste, ritrasmette il testo,
con le proprie osservazioni e con le eventuali modificazioni, alla
Commissione per il parere definitivo, da rendere nel termine di trenta
giorni. Qualora il termine previsto per il parere della Commissione
scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto
dal comma 14, quest'ultimo è prorogato di novanta giorni.
23. La
Commissione può chiedere una sola volta ai Presidenti delle Camere una
proroga di venti giorni per l'adozione del parere, qualora ciò si renda
necessario per la complessità della materia o per il numero di schemi
trasmessi nello stesso periodo all'esame della Commissione. Trascorso
il termine, eventualmente prorogato, il parere si intende espresso
favorevolmente. Nel computo dei termini non viene considerato il
periodo di sospensione estiva dei lavori parlamentari.
24. La
Commissione esercita i compiti di cui al comma 21, lettera c), a
decorrere dall'inizio della legislatura successiva alla data di entrata
in vigore della presente legge. Dallo stesso termine cessano gli
effetti dell'articolo 5, commi 1, 2 e 3, della legge 15 marzo 1997, n.
59.


Art. 15. Rapporto annuale sulla qualità dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione

1. La Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della
funzione pubblica predispone annualmente un rapporto sulla qualità dei
servizi offerti dalla pubblica amministrazione e sulla produttività
degli uffici e del personale, verificando la coerenza dei risultati
raggiunti con le disposizioni vigenti in materia. Ai fini del presente
comma la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della
funzione pubblica si avvale dell'Istituto nazionale di statistica.


Art. 16. Disposizioni
per il potenziamento dei servizi alle imprese da parte delle pubbliche
amministrazioni mediante razionalizzazione delle procedure di mobilita


1. Al fine di rafforzare i servizi alle imprese da parte delle
pubbliche amministrazioni, con particolare riguardo ai servizi di
informazione e di semplificazione, nel rispetto del contenimento dei
costi, all'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, le parole: "passaggio diretto" sono sostituite dalle seguenti: "cessione del contratto di lavoro";

b) al comma 2, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In ogni caso
sono nulli gli accordi, gli atti o le clausole dei contratti collettivi
volti ad eludere l'applicazione del principio del previo esperimento di
mobilità rispetto al reclutamento di nuovo personale";
c) dopo il
comma 2-quater, è aggiunto il seguente: "2-quinquies. Salvo diversa
previsione, a seguito dell'iscrizione nel ruolo dell'amministrazione di
destinazione, al dipendente trasferito per mobilità si applica
esclusivamente il trattamento giuridico ed economico, compreso quello
accessorio, previsto nei contratti collettivi vigenti nel comparto
della stessa amministrazione".
2. Con decreto del Ministro per la
funzione pubblica, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, sentite le confederazioni rappresentative, sono definite le
modalità attuative degli articoli 34 e 34-bis del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, relativamente al
personale dipendente dalle amministrazioni dello Stato, dagli enti
pubblici non economici nazionali, ivi comprese le agenzie, e dalle
università.
3. Per il personale alle dipendenze dell'ente CONI
alla data del 7 luglio 2002, in fase di prima attuazione dell'articolo
8 del decreto-legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, e, comunque, non
oltre il 31 dicembre 2006, si applica l'articolo 30 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.
4.
Il comma 48 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, si
interpreta nel senso che i segretari comunali e provinciali
appartenenti alle fasce professionali A e B possono essere collocati in
posizioni professionali equivalenti alla ex IX qualifica funzionale del
comparto Ministeri, previa espressa manifestazione di volontà in tale
senso, con spettanza del trattamento economico corrispondente.


Art. 17. Decreti legislativi integrativi e correttivi

1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore dei decreti
legislativi di cui agli articoli 3, 4, 5 e 7, il Governo può adottare,
nel rispetto degli oggetti e dei principi e criteri direttivi fissati
dalla presente legge e secondo la procedura di cui all'articolo 20,
comma 5, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni,
uno o più decreti legislativi integrativi e correttivi.


Art. 18. Modifica alla legge 29 luglio 2003, n. 229

1. Nella legge 29 luglio 2003, n. 229, dopo l'articolo 20 è inserito il
seguente: "Art. 20-bis - (Decreti legislativi correttivi e
integrativi). - 1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore dei
decreti legislativi di cui agli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 11,
il Governo può adottare, nel rispetto degli oggetti e dei principi e
criteri direttivi fissati dalla presente legge e secondo i principi e i
criteri direttivi e la procedura di cui all'articolo 20, comma 5, della
legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, uno o più
decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive".


Art. 19. Invarianza finanziaria

1. Dall'esercizio di ciascuna delle deleghe di cui ai capi I e II non
devono derivare maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.
2. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al capo II non devono derivare maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.


Art. 20. Abrogazioni

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge,
l'articolo 7 della legge 11 agosto 2003, n. 218, è abrogato.
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, la legge 29 gennaio 1992, n. 112, è abrogata.

3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge,
l'articolo 3 del regio decreto 26 ottobre 1933, n. 1454, è abrogato


 

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