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Gazzetta Ufficiale

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE

E DEI TRASPORTI



Come noto, con l'entrata in vigore del decreto-legge 28 aprile

2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno

2009, n. 77, il 30 giugno 2009 e' cessato il regime transitorio per

l'operativita' della revisione delle norme tecniche per le

costruzioni.

La conseguente obbligatorieta' di applicazione, a far data dal 1°

luglio 2009, delle nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al

decreto ministeriale 14 gennaio 2008, ha suscitato da piu' parti un

legittimo interesse teso all'ottenimento di chiarimenti in ordine al

regime degli interventi per i quali, anche successivamente al termine

del 30 giugno 2009, possa applicarsi la normativa tecnica

precedentemente in vigore.

Con l'intento di orientare in maniera univoca gli operatori del

settore, questa Amministrazione ha emanato la circolare 5 agosto 2009

recante «Nuove norme tecniche per le costruzioni approvate con

decreto del Ministro delle infrastrutture 14 gennaio 2008 -

Cessazione del regime transitorio di cui all'art. 20, comma 1, del

decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248», pubblicata nella Gazzetta

Ufficiale n. 187 del 13 agosto 2009, di seguito denominata

«circolare».

Riguardo al merito della suddetta «circolare», continuano a

pervenire numerose segnalazioni aventi quale comune denominatore

l'evidenza di una persistente difficolta' di assimilazione della

autentica portata della regolamentazione normativa del periodo

successivo al 30 giugno 2009 laddove viene affrontata la questione

del discrimine della obbligatorieta' di applicazione della nuova

normativa per le costruzioni di natura privatistica.

Quale ulteriore contributo esplicativo e chiarificatore delle

suddette problematiche, tenuto conto della particolare rilevanza

della materia in argomento che trascende l'ambito della disciplina

del territorio per attingere a valori di tutela dell'incolumita'

pubblica, si ritiene opportuno evidenziare quanto segue.

Resta fermo il punto, stigmatizzato dal legislatore, che nei

confronti delle iniziative private, le maggiori criticita'

progettuali ed esecutive poste dalla «circolare» a fondamento della

diversita' di disciplina tra dette iniziative private e quelle

pubbliche, sorreggono il maggior rigore con il quale e' stato

individuato il momento di applicazione della nuova disciplina.

A tal fine il momento di discrimine tra l'utilizzo della vecchia

e della nuova disciplina viene individuato, per quanto riguarda i

lavori pubblici, nell'affidamento dei lavori ovvero nell'avvio della

progettazione definitiva o esecutiva; mentre per quanto riguarda le

costruzioni di natura privatistica, tale momento discriminante viene

individuato nell'inizio della costruzione dell'opera o della

infrastruttura.

Appare opportuno chiarire che dovendosi individuare, anche con

riguardo alle iniziative private, un momento certo ed incontestabile

per potersi parlare di inizio delle costruzioni e delle opere

infrastrutturali, detto momento non possa essere altro che quello

dell'avvenuto deposito, ai sensi e per gli effetti degli articoli 65

e 93 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.

380, entro la data del 30 giugno 2009, presso i competenti uffici

comunali comunque denominati.

Sempre con riguardo ai lavori di natura privatistica, rispetto a

quanto gia' trattato nella «circolare», appare opportuno fornire

ulteriori precisazioni nel caso si ricorra ad una variante in corso

d'opera.

Al riguardo preliminarmente si ribadisce che l'elemento

discriminante e' la presenza di modifiche sostanziali dell'organismo

architettonico, in quanto implicanti un sostanziale mutamento del

comportamento statico globale dell'opera.

In ogni caso, alla luce della superiore esigenza di tutela della

pubblica incolumita' e della sicurezza, non si ritiene ammissibile

che le varianti introdotte, qualora si configurino come una nuova e

diversa progettazione strutturale, possano comportare una riduzione

delle caratteristiche prestazionali dell'opera, con particolare

riguardo al profilo della stabilita'.

Pertanto, nei casi sopraindicati e solo per essi, dovranno essere

integralmente applicate le nuove norme tecniche di cui al decreto

ministeriale 14 gennaio 2008, nel senso che dovra' essere effettuata

una esplicita verifica di congruenza tecnica del progetto variato,

con le nuove norme tecniche, ovvero una nuova progettazione

strutturale dell'intero organismo costruttivo.

La figura professionalmente competente a valutare la sussistenza

delle condizioni tecniche che possano determinare una «variante

sostanziale», non puo' che individuarsi nel progettista strutturale

dell'opera.

Con riferimento a tali varianti, per esigenze di ragionevolezza e

coerenza con quanto in precedenza chiarito in ordine al profilo

dell'inizio delle costruzioni e delle opere infrastrutturali, la

previgente normativa tecnica potra' essere utilizzata nel caso

dell'avvenuto deposito del progetto di variante, ai sensi e per gli

effetti degli articoli 65 e 93 del decreto del Presidente della

Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, entro la data del 30 giugno 2009,

presso i competenti uffici comunali comunque denominati.

Infine, quale ulteriore elemento chiarificatore, senz'altro

conforme alla ratio legis, con riferimento alle costruzioni ed opere

infrastrutturali pubbliche o di interesse pubblico da realizzarsi da

parte delle amministrazioni aggiudicatrici e altri soggetti

aggiudicatori, degli enti aggiudicatori, nonche' di ogni altro

soggetto tenuto, secondo il diritto comunitario o nazionale, al

rispetto di procedure o principi di evidenza pubblica

nell'affidamento dei contratti relativi a lavori, servizi o

forniture, con specifico riferimento ai soggetti di cui all'art. 3,

commi 25, 26, 28, 29, 31, 32, 33, del decreto legislativo 12 aprile

2006, n. 163, e successive modificazioni, si precisa che in tali

casi, qualora siano stati affidati lavori o avviati progetti

definitivi o esecutivi prima del 1° luglio 2009, continua ad

applicarsi la normativa tecnica utilizzata per la redazione dei

progetti, fino all'ultimazione dei lavori e all'eventuale collaudo.

La presente circolare e' pubblicata sul sito internet del

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti: www.mit.gov.it



Roma, 11 dicembre 2009



Il Ministro: Matteoli



 

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