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Consiglio Nazionale Geometri - 7762








Questo Consiglio Nazionale è
venuto a conoscenza della circolare diramata dalle Federazioni Interregionali
in oggetto, inviata alle amministrazioni locali in indirizzo e riguardante la
competenza professionale dei geometri in materia di progettazione e direzione
lavori di edifici con struttura in c.a..



Una corretta ed imparziale
interpretazione delle norme e della giurisprudenza richiamata a sostegno delle
affermazioni contenute nella citata circolare, dovrebbe rientrare nel rapporto
del reciproco rispetto tra professioni, pur a fronte di posizioni antitetiche.



Per quanto riguarda le competenze professionali, dal punto di vista
normativo, è appena il caso di ricordare che la legislazione vigente non vieta
in modo aprioristico al geometra di operare con strutture in cemento armato nelle
costruzioni. Se è vero che la lettera l), art. 16, del R.D. n. 274/1929,
disciplina la progettazione, direzione, sorveglianza e liquidazione di piccole
costruzioni accessorie in c.a. di costruzioni rurali e di edifici per uso di
industrie agricole, di limitata importanza è altrettanto innegabile che la
lettera m) assegna ai geometri il "progetto, direzione e vigilanza di
modeste costruzioni civili".



 



La maggiore ampiezza normativa della lettera l) che espressamente
disciplina l'uso del cemento armato nelle costruzioni a destinazione agricola,
non può autorizzare l'interprete a concludere che il legislatore, formulando in
modo generico la norma contenuta nella successiva lettera m) (senza esplicito
riferimento all'uso del cemento armato), ne abbia voluto vietare l'utilizzo per
le costruzioni civili.



Questa conclusione condurrebbe a conseguenze aberranti, tali da
comprimere in maniera inaccettabile l'esercizio della professione del geometra
e da snaturarne la funzione, vista l'importanza e la diffusione ormai acquisita
dal cemento armato nell'ambito delle costruzioni non solo a destinazione
civile.



Oltre tutto siffatta conclusione contravviene chiaramente al dettato
della L. n. 1086, del 5.11.71, art. 2, 1^ comma, che, anzi, garantisce al
geometra il diritto all'uso del cemento armato entro i limiti di competenza.



Tale legge, infatti, ha ridisciplinato "in toto" la materia, innovando
la precedente normativa e riconoscendo la legittimazione anche dei geometri a
progettare opere in cemento armato, secondo i criteri stabiliti dal relativo
regolamento professionale.



Pertanto, si deve riaffermare il concetto di modesta costruzione per
delimitare l'ambito di competenza del geometra nell'espletamento di incarichi
professionali, adottando il criterio tecnico-qualitativo in relazione alle
caratteristiche dell'opera da realizzare
.



Anche per quanto riguarda
l'ulteriore aspetto della questione, cioè la progettazione in zona sismica, si richiama la L. n. 64, del 2.2.1974, "Provvedimenti
per le costruzioni con particolari prescrizioni per le  zone sismiche" che, all'art. 17, 2^
comma, così prescrive testualmente: "Alla domanda deve essere unito il
progetto, in doppio esemplare e debitamente firmato da un ingegnere,
architetto, geometra, o perito industriale iscritto all'Albo, nei limiti delle
rispettive competenze, nonché del direttore dei lavori".



          Si osserva che la norma, nella sua
formulazione, richiama in modo pressoché identico quella contenuta nell'art. 2,
1^ comma, della L. n. 1086/71 sulla disciplina dell'uso del cemento armato, che
è stata fino ad ora oggetto di analisi interpretativa.



          Anche questa norma rimanda ai criteri
di ripartizione delle competenze stabiliti dalla legge professionale, motivo
per cui tutte le considerazioni di principio già svolte in precedenza possono
essere qui validamente riproposte.



          Ancora una volta, la legge autorizza
il geometra ad operare, in zona sismica, a condizione che egli sia iscritto al
proprio albo professionale e nei limiti della sua competenza, secondo i criteri
generali richiamati dall'art. 16, R.D. n. 274/1929.



          Quand'anche la progettazione in zona
sismica richieda particolari operazioni di calcolo, la legge comunque scevera
da questo concetto e colloca i limiti di competenza del geometra entro quelli
predeterminati dalla legge professionale alla quale rimanda, vale a dire il
limite della modesta costruzione.



Si deve dunque nuovamente riaffermare il concetto di modesta costruzione
civile per delimitare l'ambito di competenza del geometra nell'espletamento di
incarichi professionali anche in zone sottoposte a pericolo sismico ed a più
forte ragione in zone non sottoposte a tale rischio.



 



 



 



 



D'altro canto, occorre tener conto della specifica preparazione
scolastica - unitamente a quella professionale - dei geometri, assicurata dalla
disciplina dei programmi di insegnamento, attualmente previsti dal D.P.R. n.
825, dell'1.5.1972 (materie, orari e programmi di insegnamento negli istituti
tecnici per geometri).



Tale decreto ha, infatti, introdotto il "cemento armato" come
materia di studio sotto ogni rilevante aspetto (materiali, requisiti di
accettazione e di impiego, sistemi costruttivi, calcolo delle strutture,
progettazione e direzione lavori).



A sostegno di quanto sopra esposto, si evidenziano le pronunzie
giurisprudenziali che seguono.



La sentenza n. 199/93 della Corte Costituzionale, in particolare, fa
proprio il criterio "tecnico qualitativo fondato sulla valutazione della
struttura dell'edificio e delle relative modalità costruttive". Questo è
un criterio "flessibile" - dichiara la Corte - che si evolve in
accordo con le "cognizioni necessariamente variabili in rapporto ai
progressi tecnici scientifici che la materia può subire nel tempo" e per
la cui applicazione concreta occorre far riferimento, oltre alla legge n.
144/49 (tariffa professionale), anche all'intera normativa di settore. In tale
ambito, dunque, vanno ricomprese le disposizioni riguardanti altre categorie tecniche,
quale il regolamento professionale dei periti industriali (R.D. n. 275/29) che
riporta la medesima espressione "modesta costruzione civile",
ampiamente specificata all'art. 19 della relativa tariffa (L. n. 146/57).



A tale proposito, la
Consulta conferma che i regolamenti delle professioni
suddette risultano emanati contemporaneamente e, pertanto, appare inoppugnabile
che la medesima espressione debba avere la stessa valenza, individuata
attraverso le tariffe professionali, alla luce della cultura tecnica e
professionale delle categorie interessate.



Pertanto, il più ampio ambito di competenze descritto dalla legge n.
146/57, rispetto a quello indicato dalla legge n. 144/49, determinato dalla
evoluzione tecnico-professionale, deve essere ragionevolmente riferito anche ai
geometri.



La sentenza citata non menziona il cemento armato, ma le espressioni
adoperate ("valutazione" delle "caratteristiche
costruttive" e delle "difficolta' tecniche presenti") non solo
non ne escludono l'uso, ma all'opposto lo ammettono.



La sentenza n. 3673/93 della Sesta Sezione della Cassazione Penale si
pone nel medesimo solco della Corte Costituzionale, ma si spinge oltre. La
sentenza riconosce che la competenza in materia di costruzioni civili è
disciplinata dalla sola lett. m) dell'art. 16 R.D. n. 274/29 e che, ai fini
della delimitazione della competenza in materia di costruzioni civili, non
hanno alcuna rilevanza le disposizioni dettate nelle altre lettere del medesimo
art. 16.



La lettera m) non ha posto "alcuna distinzione o esclusione in
ordine al tipo di costruzione, alla sua struttura o alla tecnica costruttiva;
poiché la legge non ha escluso l'uso della struttura in cemento armato, sarebbe
ingiustificato ed anzi arbitrario porre una limitazione alla attività del
geometra circoscrivendola ad un solo tipo  di   costruzione,   escludendo quella   realizzata con l'impiego del cemento



 



 



 



 



 



armato" e, pertanto, i
geometri "sono normalmente competenti a progettare ed eseguire opere in
cemento armato nei limiti quantitativi e qualitativi previsti" dalla
disciplina professionale.



Ad ulteriore conferma della legittimità del criterio tecnico
qualitativo e dei risultati "flessibili" (per usare l'espressione
adottata dalla Corte Costituzionale) che esso comporta, la Corte di Cassazione, con
riguardo specifico al cemento armato, ha osservato "che nel periodo
intercorrente fra l'emanazione del R.D. n. 274/1929 e delle successive leggi
citate, lo sviluppo del cemento armato nell'edilizia è stato notevolissimo,
tanto che le strutture di tale tipo hanno praticamente sostituito l'uso di
quelle una volta denominate "ordinarie", concludendo pertanto che
"il richiamo fatto alle due citate leggi n. 1086/1971 e n. 64/1974 sulle
strutture cementizie e sulle costruzioni antisismiche alla competenza dei geometri
e dei periti industriali edili, ha anche il significato di riconoscere ad essi
una normale e generica competenza nel progettare le opere in cemento
armato".



Tale
orientamento risulta, confermato "in toto" dalla sentenza n. 784/97 della
quarta sezione del Consiglio di Stato, laddove sancisce, in particolare,
l'interpretazione delle leggi tecniche - dal R.D. n. 2229/39 alla legge n.
64/74 (attraverso la legge n. 1086/71) - come una conferma che la competenza
dei geometri, di cui all'art. 16 lett. m) del R.D. n. 274/29, comprende la
legittimazione a progettare e dirigere modeste costruzioni civili, senza alcuna
preclusione in ordine alla struttura.



Alla
stessa conclusione perviene anche la decisione del Consiglio di Stato, sez. 5^,
n. 348/2001 laddove recita testualmente: "Dunque, per valutare la idoneità del
geometra a firmare il progetto di un'opera edilizia che comporta l'uso di
cemento armato, occorre considerare le concrete caratteristiche
dell'intervento. A tal fine, non possono essere prefissati criteri rigidi e
fissi, ma è necessario considerare tutte le particolarità della concreta
vicenda, anche alla luce dell'evoluzione tecnica ed economica del settore
edilizio".



Anche
la Suprema Corte
di Cassazione, sez. 2^ civile, ha ribadito il suddetto principio con la
pronunzia n. 5428 del 17/03/2004.



Allo
stesso modo, la sentenza del Tribunale penale di Aosta, n. 683/06 - tenendo tra
l'altro conto di una perizia redatta da ingegnere - riconosce la competenza
professionale del geometra nella progettazione e DL di opere in c.a., laddove
l'opera stessa possa "considerarsi
modesta
".



Se
non bastasse la giurisprudenza citata, si fa esplicito riferimento a quanto
affermato dal Centro Studi Ingegneri nella pubblicazione "Le competenze
professionali degli ingegneri juniores"
(luglio 2008) - con prefazione a firma del Presidente del Consiglio Nazionale
degli Ingegneri - che, trattando della definizione della modesta costruzione,
alla nota 17, pag. 36, riporta testualmente: "Ad esempio, ipotesi non di rado verificatasi, oggetto della
progettazione è una struttura pari a



circa 5.050 m3 a fronte dei canonici 5.000 m3
con i quali la giurisprudenza individua generalmente le strutture di modesta
entità
".



La
valutazione della "modestia" va, pertanto, effettuata per ogni singola
fattispecie, dando rilevanza decisiva all'elemento tecnico-qualitativo, "tenuto
conto della preparazione professionale della medesima (ndr Categoria dei
geometri) in relazione agli studi compiuti ed alla cultura accresciuta
dall'evoluzione delle conoscenze tecniche".



 



 



Le considerazioni svolte valgono pienamente anche per le costruzioni a
destinazione industriale o commerciale, come previsto anche dalla tariffa
professionale (legge n. 144/1949) ed a maggior ragione la competenza non può
essere messa in dubbio per le costruzioni con strutture prefabbricate di cui all'art. 9 della medesima legge
n. 1086/1971. Ai sensi di tale norma, infatti, il progettista è responsabile
dell'organico inserimento dei manufatti nel progetto delle strutture
dell'opera, ma non anche del calcolo delle strutture prefabbricate.



 



Va, inoltre, ricordato che nella categoria dei geometri sono
attualmente già iscritti un gran numero di geometri laureati che possiedono,
pertanto, la stessa formazione scolastica ed universitaria degli ingegneri
juniores, ai quali è consentita la progettazione e DL di edifici con utilizzo
di strutture in c.a. con la sola esclusione dell'utilizzo di metodologie
<<innovative>>.



Pertanto, alla luce di
quanto premesso,
è
dovere di questo Consiglio Nazionale difendere l'operato dei propri iscritti
laddove, ovviamente, esso sia rispettoso della disciplina che regola i limiti
dell'esercizio dell'attività professionale.



Nello spirito di
collaborazione che contraddistingue, da sempre, i rapporti della categoria dei
geometri con le amministrazioni locali, si invita a scongiurare ogni adesione
alla richiamata circolare inviata dalle Federazioni degli Ingegneri e degli Architetti
e si dichiara la più ampia disponibilità a fornire eventuali ulteriori
chiarimenti, al fine di evitare
comportamenti idonei a ledere le legittime
prerogative dei medesimi professionisti.



 



           Con
i migliori saluti



 



 



 



                                                                                                       IL PRESIDENTE



                                                                                             f.to (Geom. Fausto Savoldi)


 

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